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Meeting Italiano di TeatrO Sociale

M I T O S  2 0 2 0

L U C C A  20 e 21  A G O S T O 2020

Nonostante le lacrime, malgrado le maschere, le chiusure, gli addii, le paure, come ogni anno noi siamo qua, vi invitiamo a Lucca per incontrarci, di nuovo imparare a guardarci negli occhi, riaprire bocca, riaprirci scambiarci esperienze nelle diverse discipline di Teatro Sociale ma, soprattutto, raccontare le nostre Storie.

PROGRAMMA – DETTAGLIO LABORATORI

Come si svolge:

Il Meeting si svolgerà nel centro storico di Lucca nei locali del Complesso di San Micheletto, in Via San Micheletto 1, e in locali limitrofi, il 20 e 21 agosto 2020.

Il programma consiste in 3 laboratori della durata complessiva di 4 ore (Laboratori A, B, C), 3 laboratori di circa 8 ore (Laboratori D, E, F), una sessione plenaria iniziale, oltre a 2 spettacoli serali, gratuiti, aperti alla cittadinanza.

QUOTA UNICA DI ISCRIZIONE: €70 !

DESCRIZIONE LABORATORI

Plenaria Introduttiva a cura di Empatheatre, la Compagnia dei Salvastorie
ORARIO: giovedì 20 agosto 2020 ore 12:00 – 13:00;

Laboratorio A: DI – STANZA
Creare attraverso il linguaggio del corpo nuove forme di comunicazione. Tenere le distanze per attivare nuove relazioni. Disciplina: Teatro Fisico, Teatro Relazionale
– conduttori Elena Ferretti e Luca Privitera, Ass. Cult. “Le Strenne di Baal” – Ultimo Teatro Produzioni Incivili, Montecatini (PT) (Max. 15 partecipanti);
ORARIO: giovedì 20 agosto 2020 ore 14:30 – 18:30;

Creare attraverso il linguaggio del corpo nuove forme di comunicazione. Tenere le distanze per attivare nuove relazioni.

Quante volte siamo stati a due centimetri dall’altro, senza ascoltarlo, senza vederlo, senza capirlo?

Partire dal punto di osservazione e di ascolto sono atti totali che amplificano la conoscenza reciproca. Di fatti la qualità del corpo, la qualità del verbo, la qualità dell’essere sono in relazione tra essi, e sono loro a dare a noi tutti il senso dello stare e dell’agire in una società in continua mutazione, in una società infettata e infettante.
In questo breve modulo, sperimenteremo tutte quelle possibilità di “contatto” a distanza tra anime e sensibilità diverse, danzando in un rito magico di riappacificazione con se stessi e con lo spazio che ci ospita. Un’indagine antropologica su più fronti dove: sguardi, gesti e movimenti, formuleranno nuove domande e nuove risposte sull’essere, sull’avere, sul dare e sul condividere.

L’Ass. Cult. Le Strenne di Baal si occupa di: formazione, nuova drammaturgia del contemporaneo, produzione teatrale, produzione audio/video, editoria, eventi. Fondata nel 2016 è composta in pianta stabile dagli attori/registi/drammaturghi Luca Privitera e Elena Ferretti. Sin da subito oltre a sostenere (nella progettazione e nella produzione) il gruppo informale Ultimo Teatro Produzioni Incivili (fondato nel 1999) gestisce numerosi progetti teatrali nelle scuole di ogni ordine. Nello stesso periodo oltre ai comparti di laboratorio per normodotati e diversamente abili (di: teatro comico, teatro fisico, teatro sensoriale, teatro esperienziale, teatro di narrazione, teatro d’impegno civile, teatro sociale) opera attraverso indagini sul territorio “una raccolta di memorie popolari” utilizzate per la realizzazione di pubblicazioni e spettacoli originali, rivolti ad un pubblico di ogni età. Attualmente oltre a gestire il Centro Culturale Lo Spazio Bianco dove sono stati avviati numerosi progetti rivolti al quartiere multietnico del Sottoverga di Montecatini Terme, ha avviato – durante l’emergenza sanitaria – il progetto gratuito “storie in soffitta” realizzando video racconti commissionati da un pubblico di utenti social.

Laboratorio B: IL CORPO DELLA MUSICA
Teatro e ritmica musicale (body percussion). Riprendere e recuperare un rapporto con il proprio corpo e con le proprie emozioni per lasciare spazio alle potenzialità creative ed espressive.
– conduttori Riccardo Pinotti e e Elisa Brucellaria, (Giro del Cielo SCS – Reggio Emilia)- (Max. 25 partecipanti) ;
ORARIO: giovedì 20 agosto 2020 ore 14:30 – 18:30;

Il laboratorio unisce alcuni dei principi base dell’arte teatrale e della body percussion. La finalità principale è quella di porre l’attenzione non sul “cosa” ma sul “come” giocare con il teatro e la musica vivendo un’esperienza di processi didattici integrati: sentire sia con il corpo che con la mente (sia la sfera emotiva che quella cognitiva), riprendere e recuperare un rapporto con il proprio corpo e con le proprie emozioni per lasciare spazio alle potenzialità creative ed espressive.

METODOLOGIA: la tecnica utilizzata in ambito teatrale è quella dell’improvvisazione/gioco. Essa richiede al partecipante il suo apporto nell’elaborazione dei contenuti sempre guidato e monitorato dall’esperto. L’improvvisazione è il mezzo utilizzato per giungere alla drammatizzazione di eventi scaturiti direttamente dal vissuto emotivo, relazionale, corporeo di ogni partecipante così da poterlo elaborare, oggettivare e trasformarlo in atto creativo. La tecnica utilizzata in ambito ritmico musicale è quella del gioco in forma libera contaminato spesso e volentieri da altri ambiti artistici (teatro, danza, coro…). L’approccio metodologico per favorire l’apprendimento risiede nella elaborazione e rielaborazione di alcuni concetti ritmici musicali, vissuti attraverso il più antico strumento del mondo (il nostro corpo), in un processo che pedagogicamente si sviluppa “dal semplice al complesso” in tutte le sue fasi di realizzazione.

RIVOLTO A insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, educatori, operatori sociali, coreografi, musicisti, insegnanti di propedeutica musicale e teatrale, studenti universitari, attori, appassionati di teatro e musica e chiunque sia interessato ad approcciare queste discipline artistiche.

Riccardo Pinotti è laureato in Scienze Antropologiche. Esperto in gestione delle Risorse Umane (Bologna Business School), batterista e percussionista. Educatore e Socio fondatore della Coop. Sociale “Giro del Cielo” di Reggio Emilia, affianca al suo lavoro di educatore quello di musicista e insegnante di batteria e percussioni, musica di insieme e body percussion c/o la Scuola di batteria e percussioni “Drums Professional School” di Reggio Emilia. Collabora con diverse realtà presenti sul territorio proponendo progetti di educazione al movimento, al suono e alla musica, attraverso l’utilizzo del corpo, per tutte le fasce di età. È autore dell’opera divisa in tre volumi “Body Percussion” insieme a Maestro Ciro Paduano, edita nel 2019 da Progetti Sonori.

Elisa Brucellaria è attrice e conduttrice di laboratori di teatro, Diplomata all’Accademia 96 Teatro dei dispersi, diplomata al Centro di Teatro nelle Terapie al Teatro Nucleo di Ferrara. Diploma di Gestalt Counselor presso Aspic Modena, Socio fondatore dell’Associazione Teatrale Teatro delle Brame, collabora con Cooperative, Associazioni, Scuole, Enti Pubblici, Comuni, proponendo progetti di Teatro, Teatro Sociale e Teatrocounseling. Da diciotto anni lavora con ilteatro promuovendo una cultura teatrale basata sulla trasformazione sociale attraverso l’utilizzo dell’arte e della creatività. In particolare ponendo l’attenzione sul singolo, sulle sue attitudini e risorse, sul potenziale creativo e sul vissuto emotivo di ogni persona. Svolge da circa 12 anni il lavoro di Educatrice con adulti e bambini in diverse cooperative del territorio.

Laboratorio C: BASTA, BASTA E ANCORA BASTA!
Laboratorio di Sociopsicodramma. Rovistare nel contenitore delle proprie grida per costruire insieme una coscienza collettiva nuova.
– conduttrici Luisa Gianni e Maria Teresa Quilici, Centro di Psicodramma e Sociodramma Zerka T. Moreno, Lucca (max. 20 partecipanti);
ORARIO: giovedì 20 agosto 2020 ore 14:30 – 18:30;

Per pensare questo laboratorio, nel nostro “condominio” interno, abbiamo provato a girare e rigirare il luogo dove si trovano le grida. Abbiamo trovato grida di tutti i tipi, ma, forse a causa del periodo di limitazione delle libertà personali e sociali che stiamo vivendo (mentre scriviamo è l’aprile 2020 che non dimenticheremo tanto facilmente), di tanto in tanto ci viene incontro un grido: Basta! Tentiamo di non farci monopolizzare, ma si ripresenta costantemente e non prenderne atto sarebbe una costrizione nella costrizione.

Basta al rumore, ma anche basta ai silenzi, basta alle manipolazioni, alla sordità di fronte al grido di aiuto del pianeta, degli uomini, delle donne, dei bambini e degli animali, basta alla violenza e alla sopraffazione dei pochi sui molti.

Nel laboratorio rovisteremo nel contenitore delle proprie grida: grida di gioia, evviva! Grida di festa, giocose, di dolore, di rabbia (che ci fa alzare il tono della voce di qualche decibel), grida represse, urlate, desiderate. Le “prenderemo in mano”, le “guarderemo negli occhi”, le confronteremo con le grida degli altri, le proveremo e ce le scambieremo per prendere consapevolezza di sé e giungere ad una catarsi integrativa che faccia sbocciare il desiderio di costruire insieme una coscienza collettiva nuova.

Il nostro gruppo sarà co-condotto da due psicodrammatiste, inizieremo con tecniche di riscaldamento psicomotorio per la costituzione della matrice gruppale. Continueremo utilizzando le varie tecniche psicosociodrammatiche per stimolare il gruppo a guardarsi da diversi punti di vista, per meglio comprendere i diversi aspetti. Concluderà il laboratorio la condivisione finale.

Luisa Gianni Presidente del “Centro di Psicodramma e Sociodramma Zerka T. Moreno” e Maria Teresa Quilici, laureata in Lettere, educatrice presso la Cooperativa Giovani e Comunità di Lucca, entrambe laureate in Scienze dell’Educazione e Psicodrammatiste.
Il “Centro di Psicodramma e Sociodramma Zerka T. Moreno” dal 2013 con cadenza mensile svolge attività Sociopsicodrammatiche gratuite e aperte alla cittadinanza, come il “Gruppo di Amorizzazione”.
Fa parte del Centro per le Famiglie del Comune di Lucca, garantendo l’apertura settimanale, su appuntamento, di uno “Sportello” sulle problematiche familiari derivate dall’uso di sostanze psicotrope.
Collabora al progetto Lifelong Learning, che, da settembre a giugno, dedica ai genitori e a tutte le persone attente e curiose un percorso di educazione permanente. Partecipa con propri progetti al tavolo del Comune di Lucca per la coprogettazione del P.E.Z. Piano Educativo Zonale.
Ha partecipato a Mitos 2019 con il laboratorio di sociodramma “Invertiamo la rotta”.

Laboratorio D: 35 – SOGNO COME GRIDO DI RISVEGLIO
Laboratorio di Teatro Sociale e Mindfulness sul sogno
– conduttrice Marta Di Giulio , Torino (Max. 14 partecipanti);
ORARIO: venerdì 21 agosto 2020 ore 9:30 – 13:30 e 14:30 – 18:30;

Passiamo 1/3 della nostra vita dormendo e molti sono coloro che ritengono che i sogni siano semplicemente immagini della mente “assente”. Eppure risvegliarci dopo un brutto sogno o dopo uno positivo non è la stessa cosa. Immagini del sogno possono ritornare alla mente durante una giornata, sono legati a ciò che è accaduto il giorno prima oppure a ciò che stiamo vivendo in un dato momento nella nostra vita. Secondo la Gestalt il sogno è inteso come «l’espressione più spontanea dell’esistenza dell’essere umano» (Perls F., “La terapia gestaltica parola per parola”, Astrolabio, Roma, 1980, pag. 76) poiché è in relazione con la vita intera del sognatore. In questo senso il sogno può essere visto come un film che nel momento in cui ci addormentiamo si attiva per parlare con noi, una sorta di messaggio che se secondo l’antica Babilonia proveniva dagli dei mentre per Fritz Perls, Psicoterapeuta e fondatore della Gestalt, proviene dal nostro inconscio. Secondo Claire Jonnson, ricercatrice inglese sui sogni, la mente onirica è la nostra alleata perché ci vuole aiutare a vivere in maniera più soddisfacente e sana, perché è disposta ad ascoltare i nostri problemi e a darci consigli. Rievocare i sogni e analizzarli ci mette in comunicazione con la parte più profonda di noi stessi.

Attraverso questo laboratorio si vuole dare voce e vita ai propri sogni, a quelli che più ci fanno paura o che non siamo mai riusciti a comprendere, a quelle immagini che ancora ricordiamo e che ci vogliono comunicare qualcosa. Partendo da alcuni esercizi sui sogni si farà un lavoro teatrale singolarmente e in gruppo per entrare in contatto con una parte più profonda di sé ed evolvere ciò che si sta vivendo in modo da trovare soluzioni, idee, intuizioni nella propria vita in maniera attiva.
Alle improvvisazioni teatrali e alla creazione di piccole performance verranno affiancati momenti di mindfulness per sviluppare maggiore presenza verso se stessi e i sogni che si fanno.

Attraverso momenti di scrittura, teatro, mindfulness, performance e confronto del gruppo in un luogo creativo e di benessere, privo di giudizio si potranno acquisire competenze e benefici.

Chi sono: in casa mia, la domenica mattina, appena sveglio mio padre telefonava a sua mamma. Le raccontava il sogno fatto e lei diceva cosa significava, se portava bene o male e i numeri per giocare al Super Enalotto. Mia nonna ha sempre parlato con i santi, con i morti e con gli spiriti che venivano a trovarla durante la notte. A lei sono grata per tutte quelle volte che mi scacciava via il malocchio e soprattutto le mie emicranie, magia che mi è stata trasmessa alla mezzanotte di Natale. Ho sempre avuto una forte curiosità sui sogni, da quando ho letto libri su come interpretarli e su come fare sogni lucidi ho iniziato a scrivere diversi quaderni. Sono 5 anni che li scrivo. Nel 2019 ha debuttato per il Festival Here, Dreaming Concert, una performance tra musica e performance. Da questo lavoro, svolto con un artista e una psicologa, ne è nato un laboratorio teatrale.

Marta Di Giulio è Esperta in Teatro Sociale e di Comunità, insegnante Mindfulness, nasce nel 1982 a Torino, si diploma in biologia e si forma come attrice con registi nazionali e internazionali come Gabriele Vacis, Claudia Dias, Peader Kirk, a tanti altri. Studia presso l’Accademia di Casa Teatro Ragazzi. Nel 2014 consegue il titolo di Master in Teatro Sociale e di Comunità presso l’Università di Torino. Per la tesi scrive il progetto di promozione della salute “Le abilità che creano benessere” partendo dalla ricerca sulla psiconeuroendocrinoimmunologia (F. Bottaccioli) che ha l’obbiettivo di creare empowerment e benessere psicofisico attraverso un laboratorio di teatro sociale e mindfulness. Nel 2015 studia Mindfulness Psicosomatica e Mindfulness. Nel 2017 “Le abilità che creano benessere” viene svolto presso l’Università di Torino, monitorato e valutato dalla Facoltà di Psicologia con esito positivo. Questo laboratorio si svolge in vari contesti come: festival (la Maratona Alfieriana presso Asti Teatro FEstival); comunità creative, sociali e contesti di disabilità mentali; scuole. Conduce percorsi creativi e di benessere attraverso la mindfulness in vari contesti tra cui Eataly di Milano, Firenze, Genova. Si esibisce in festival teatrali dove vince concorsi con spettacoli di teatro di figura a partecipazione attiva del pubblico incentrati sulla presenza (Festival Incanti, Immagini dell’Interno, TPE Teatro Astra, Città del Teatro per il concorso D.N.A.). www.martadigiulio.com Instagram: martadigiuliomindfulness

Laboratorio E: IL CORPO CHE GRIDA
Laboratorio di Drammaterapia, Danza Contact e del Teatro dell’Oppresso ispirato al mito di Prometeo.
– a cura di Associazione Officina SocialMeccanica, Catania – (Max. 20 partecipanti) ;
ORARIO: venerdì 21 agosto 2020 ore 9:30 – 13:30 e 14:30 – 18:30;

“Vi porto il fuoco!” gridò il gigante agli uomini che lo attendevano “vi porto la vita, la civiltà, la gio-ia!” […] le grida gioiose degli uomini scuotevano tutto l’Universo […]. Giove udì gli urli di vittoria, e, corrugando la fronte, irritato, tonò: “Il temerario che ha donato agli uomini il fuoco deve essere pu-nito.” […]
Prometeo [incatenato] diventava bianco di dolore e la sua bocca lanciava urli inumani, […] ma il [suo] cuore grande […] era contento […]. La sua sofferenza aveva dato agli uomini la felicità della fiamma prodigiosa!
[Rielaborazione di Alfredo Panzini, da Teogonia, Treves, Milano]

Il corpo grida, grida di gioia, di dolore, di rabbia, di conquista, di oppressione e di liberazione. Il corpo che oggi è distanziato, imprigionato, bloccato, cosa grida dalle sue prigioni?
Attingendo all’immaginario del mito di Prometeo e attraverso l’uso del corpo con tutte le sue possi-bilità di movimento e relazione, ogni partecipante può mettere in scena il proprio personale biso-gno di gridare, nella cornice protetta di uno spazio extra-quotidiano in cui è possibile utilizzare dif-ferenti linguaggi, esplorare nuove forme di comunicazione, e con fiducia raccontarsi e confrontarsi.
Il laboratorio prevede una prima fase di accoglienza e raccolta delle aspettative del gruppo, si avvierà quindi il lavoro sul corpo e sulla fiducia attraverso attività di training psicofisico e corale. Si lavorerà sul corpo avvalendosi di un arsenale di tecniche (espressione corporea, improvvisazione, narrazione, drammatizzazione) derivanti dalle metodologie della Drammaterapia, della Danza Contact e del Teatro dell’Oppresso. Attraverso l’esplorazione collettiva e momenti di riflessione sull’esperienza si lavorerà per individuare la tematica d’interesse comune che comporrà, secondo i canoni della drammaturgia di gruppo, gli elementi della fase precedente in una rappresentazione-rituale conclusiva.

Officina SocialMeccanica opera per creare, attraverso la metodologia del Teatro Sociale, azioni socio-culturali che sostengano la costruzione di relazioni umane e la valorizzazione delle risorse creative di individui, gruppi e comunità, (con le istituzioni e le realtà territoriali di piccola scala, co-me scuole, ospedali, carceri, quartieri), che in tal modo siano facilitati nell’incontrare i loro bisogni, e nel migliorare e superare situazioni di malessere. L’obiettivo dell’associazione è sviluppare la qualità delle azioni e delle relazioni sociali per mezzo della teatralità e di strumenti creativi ed est-etici. A tal fine, Officina Socialmeccanica si occupa di progettazione, conduzione, creazione per-formativa e valutazione di interventi di Teatro Sociale, in Italia e anche all’estero, in situazioni pro-blematiche o come prevenzione del disagio. Realizza laboratori, performance, azioni teatrali parte-cipate, animazioni, eventi rituali e festivi che abbiano l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini o fasce specifiche di popolazione ai temi sociali, educativi e politici. Organizza e gestisce corsi di forma-zione relativamente alla metodologia del Teatro Sociale, ai suoi strumenti tecnici, e alle aree cultu-rali connesse. Lavora con diversi gruppi e in diversi contesti, come associazioni, circoli politici, cen-tri di aggregazione, scuole, carceri, e quartieri, e su varie tematiche, come la maternità e la genito-rialità, l’adultità, il disagio giovanile e la dispersione scolastica, l’inclusione sociale e interculturale, la diversa abilità, la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità democratica, l’identità e le rela-zioni di genere, la rigenerazione urbana.

Dal 2017 Officina Socialmeccanica organizza la Biennale di Teatro Sociale, manifestazione nata con l’intento di discutere e riflettere su questo metodo di lavoro e sul suo valore come strumento per innescare processi trasformativi. La Biennale, giunta alla seconda edizione, è un evento festivo periodico che vuole restituire alla città di Catania pratiche, dibattiti, riflessioni, visioni ed esperienza teatrale.

Laboratorio F: IL BAULE DEI RICORDI
raccontare la propria vita o frammenti di essa per riscoprirci fratelli e sorelle in una società composta da esseri fragili ed inascoltati. Disciplina: Teatro della Memoria, Teatro degli Affetti
– conduttori Elena Ferretti e Luca Privitera, Ultimo Teatro Produzioni Incivili, Montecatini (PT) – (Max. 15 parteci-panti);
ORARIO: venerdì 21 agosto 2020 ore 9:30 – 13:30 e 14:30 – 18:30;

È sempre più urgente cercare di entrare nella vita degli altri, attraverso il loro sguardo. È sempre più urgente riscoprirci fratelli e sorelle in una società composta da esseri fragili ed inascoltati. Per questo il laboratorio è rivolto a tutte quelle persone che da tempo sentono il desiderio e l’interesse – grazie al teatro – di raccontare la loro vita o frammenti di essa.

In questo processo creativo si stimolerà la necessità di tornare all’ascolto, alle proprie radici, alla condivisione di quei frammenti di un microcosmo di cui fa parte l’essere umano. Questa è una prassi sociale che attraverso lo scambio ed il dono, innescherà l’immedesimazione del: se io fossi te, se tu fossi me.

Ogni viaggiatore, dovrà portare: oggetti, fotografie, abiti e libri, che lo rappresentano. Tutto questo materiale umano entrerà a far parte di un “baule dei ricordi” che attraverso il training psico-fisico e l’improvvisazione, darà vita ad un paesaggio emozionale, fornendo così gli strumenti necessari ad acquisire quelle competenze narrative e poetiche, adatte a raccontare le infinite unicità del mondo.

L’Ass. Cult. Le Strenne di Baal si occupa di: formazione, nuova drammaturgia del contemporaneo, produzione teatrale, produzione audio/video, editoria, eventi. Fondata nel 2016 è composta in pianta stabile dagli attori/registi/drammaturghi Luca Privitera e Elena Ferretti. Sin da subito oltre a sostenere (nella progettazione e nella produzione) il gruppo informale Ultimo Teatro Produzioni Incivili (fondato nel 1999) gestisce numerosi progetti teatrali nelle scuole di ogni ordine. Nello stesso periodo oltre ai comparti di laboratorio per normodotati e diversamente abili (di: teatro comico, teatro fisico, teatro sensoriale, teatro esperienziale, teatro di narrazione, teatro d’impegno civile, teatro sociale) opera attraverso indagini sul territorio “una raccolta di memorie popolari” utilizzate per la realizzazione di pubblicazioni e spettacoli originali, rivolti ad un pubblico di ogni età. Attualmente oltre a gestire il Centro Culturale Lo Spazio Bianco dove sono stati avviati numerosi progetti rivolti al quartiere multietnico del Sottoverga di Montecatini Terme, ha avviato – durante l’emergenza sanitaria – il progetto gratuito “storie in soffitta” realizzando video racconti commissionati da un pubblico di utenti social.

Per iscriversi compilare il form CLICCANDO QUI e versare la quota di iscrizione entro una settimana al seguente conto corrente, inviando copia della ricevuta del bonifico all’indirizzo mail info@empatheatre.it:

c/c intestato a Associazione “Empatheatre, la Compagnia dei Salvastorie”
MONTE DEI PASCHI DI SIENA Filiale di Ponte all’Ania (LU)
COORDINATE INTERNAZIONALI:
IBAN: IT14Q0103070105000063212434

Per informazioni: info@empatheatre.it, consultare la pagina web www.empatheatre.it o tel. +39 347-8599527

“La gente che grida parole violente non vede non sente non pensa per niente” (D. Silvestri)