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Meeting Italiano di TeatrO Sociale

M I T O S 2 0 1 9

L U C C A dal 22 al 2 5 A G O S T O

SIAMO SULLA STESSA BARCA…

IO E TE

C’ero io
C’eri te
C’era un tè
C’era un Noi e c’era un Poi
C’era l’acqua
C’era un’arca, poi un gerarca
La schiena si inarca

Il Mondo è il Regno
La Terra è un legno
Il Mare lo bagna
E lui s’imbarca
Torna indietro come l’arca
Scorre sotto come l’acqua
Cercando Noi, cerca Te
Cerca Sè

Come ogni anno uomini e donne, docenti, compagnie, appassionati di Teatro Sociale e anche principianti che per la prima volta vi si avvicinano si riuniranno a Lucca per incontrarsi, imparare e scambiarsi esperienze nelle diverse discipline di Teatro Sociale.

Gli iscritti a Mitos potranno scegliere uno fra i 3 laboratori lunghi a cui partecipare il giovedì 22 e venerdì 23 agosto (Lab. A, B, C ) e uno fra i 4 laboratori “spot” di sabato 24 agosto (Lab. D, E, F, G), e potranno inoltre partecipare all’assemblea plenaria di apertura e alla plenaria conclusiva di domenica 25 agosto.

DESCRIZIONE LABORATORI

Plenaria Introduttiva: 4 Canzoni“

a cura di Empatheatre, la Compagnia dei Salvastorie

ORARIO: giovedì 23 agosto 2018 ore 11:30 – 13:00;

Laboratorio A:

ARMONIE

Ovvero Con-Vivere Con Il Mondo

(Max. 25 partecipanti, se necessario sarà creata una lista di attesa)

CONDUTTORI: Massimiliano Filoni e Vanja Buzzini, Giolli Società Cooperativa Sociale (PR)

ORARIO: giovedì 22 agosto 2019 ore 15:00 – 17:00;

venerdì 23 agosto 2019 ore 9:30 – 13:00 e ore 15:00 – 18:30;

Essere sulla stessa barca è espressione proverbiale alla quale, a volte scherzando, altre volte seriosamente, si attribuiscono significati differenti e talvolta opposti.

Nella nostra epoca, segnata da profonde trasformazioni e da continue emergenze, è forse giunto il momento per comminciare ad immaginare un nuovo rapporto tra essere umano e pianeta.

Un rapporto armonico, non predatorio, non esclusivamente organizzato secondo meccanismi di sfruttamento e immediati opportunismi e immediate convenienze ma proiettato verso la conoscenza, il rispetto, la convivenza tra noi e il pianeta.

Il laboratorio, come una piccola barca, ci condurrà di fronte ad alcune domande: qual è e quale, invece, potrebbe essere il nostro rapporto, la nostra relazione con il pianeta, con le forme di vita che lo abitano? Qual è e quale potrebbe essere il nostro modo di guardare alle risorse che contiene e che ci offre?

Affronteremo il viaggio utilizzando alcune tecniche del metodo teatrale elaborato dal regista brasiliano Augusto Boal e noto come Teatro degli Oppressi, accompagnando il lavoro con piccoli spunti narrativi e con musica eseguita dal vivo.

Massimiliano Filoni, Laureato presso il DAMS di Bologna, attore e regista lavora con Giolli dal 1992. Negli ultimi anni sta sperimentando laboratori e spettacoli in cui è rilevante la presenza di musica e narrazione, affrontando tematiche di interesse sociale. Nel 2016 Concepisce e porta in scena “Di Repubblica E Monarchia, Ovvero Conversazioni Con Mia Nonna”, sul tema del suffragio femminile. Nel 2017 nell’Ambito del progetto di ENAR “Donne Unite Contro l’Islamofobia”, realizza la Performance “Corre La Lupa, Corre”. Scrive e porta in scena “Era Un Giorno Qualsiasi”, tratto dall’omonimo libro di Lorenzo Guadagnucci. Nel 2018 scrive e porta in scena la Performance “Anime Erranti” su teatro e follia a 40 anni dalla legge Basaglia. E nell’ambito delle manifestazioni “Parma Città Dei Diritti” concepisce e realizza la Performance Interattiva “Confini”, sul tema del diritto al lavoro. Attivo anche in numerosi progetti partecipativi in cui gli strumenti teatrali hanno un ruolo centrale nel coinvolgimento concreto della cittadinanza.

Vanja Buzzini, burattinaia e musicista, ha collaborato con vari gruppi musicali, in particolare con i Modena City Ramblers e teatrali, in particolare GiolliCoop. Negli ultimi anni ha concepito e realizzato Performance e laboratori scientifico – teatrali sulla figura del lupo, rivolti al pubblico dei più piccoli: Arriva Ululante” (2018); “C’è Una Storia In Ogni Lupo” (2019).

GiolliCoop è un centro di ricerca e sperimentazione teatrale che utilizza il metodo elaborato dal regista brasiliano Augusto Boal e noto con il nome di Teatro dell’Oppresso (TdO) e la pedagogia coscientizzante di Paulo Freire, anche lui brasiliano, incentrata sull’arte maieutica e nota come pedagogia della liberazione. Giolli lavora costantemente proponendo spettacoli, laboratori, corsi di formazione in contesti non consacrati tradizionalmente al teatro: Centri di igiene mentale, carceri, comunità terapeutiche, scuole ( dalle elementari all’Università) promuovendo una cultura del benessere sociale e della partecipazione dei cittadini alla vita della comunità; affiancando l’attività sul territorio nazionale a quella svolta a livello internazionale.

Www.giollicoop.it info presso: stage@giollicoop.it

Laboratorio B:

MURI INVISIBILI: per tutti quelli che volano

Laboratorio di teatro sociale basato sul gioco di ruolo di uno spazio occupato con la creazione di personaggi e scenari in carta

(Max. 15 partecipanti, se necessario sarà creata una lista di attesa)

CONDUTTRICE: Marta Di Giulio, Torino

ORARIO: giovedì 22 agosto 2019 ore 15:00 – 17:00;

venerdì 23 agosto 2019 ore 9:30 – 13:00 e ore 15:00 – 18:30;

Partecipazione: Laboratorio rivolto a tutti, se presenti disabilità occorre informare la conduttrice del laboratorio per adattare il lavoro e lo spazio

Iscrizione: possibilità di aggiornare i partecipanti con materiale da portare inviando una breve mail con nome, numero di telefono, motivazione a: leabilitachecreanobenessere@gmail.com con oggetto “muri invisibili”

Presentazione: Il progetto nasce dall’esperienza presso la Cavallerizza Irreale, uno spazio occupato dalla cittadinanza che vuole essere riconosciuto come Bene Comune. A maggio si è svolto il Festival Here che ha coinvolto la cittadinanza in maniera diretta e dove questo progetto è stato una prima tappa. All’Interno della Cavallerizza si apre un mondo tra il reale e l’irreale, fatto di dinamiche relazionali e di potere dove i buoni diventano cattivi, gli amici nemici e viceversa, dove emergono gli ego, le debolezze e le qualità di ogni persona. Un luogo in continuo movimento dove l’edificio è immaginario perché la Cavallerizza sono le persone che la frequentano. Emerge allora un’umanità varia dove l’uno è lo specchio dell’altro, dove ci si mette in gioco ed emergono le urgenze sociali e politiche e mentre si trova un’equilibrio gli imprevisti sono sempre all’ordine del giorno: articoli di giornali, post su facebook, sopraluoghi della polizia, aggressioni ma anche momenti conviviali ed eventi artistici aperti alla cittadinanza che danno l’alternativa mancante a un bisogno della società. E così Cavallerizza diventa un’osservatorio, un’esperimento tra il bene e il male .

Il laboratorio: Sarà un’occasione per vivere l’esperienza di uno spazio occupato immaginario che vuole essere restituito alla cittadinanza. Giochi di teatro sociale saranno convogliati in un gioco di ruolo con scenari di carta realizzati dai partecipanti. Il percorso si concluderà con un’installazione. Il laboratorio sarà diviso in tre momenti:

1 – Presentazione del gruppo attraverso giochi di personaggi ed etichette. Racconto della Cavallerizza, creazione del personaggio e dell’ambientazione con l’utilizzo della carta e altri materiali. I personaggi (occupanti, istituzioni, abitanti, artisti) saranno interpretati e creati con la carta partendo da carte d’identità distribuite tra i partecipanti.

2 – Il gioco partirà dalla conduttrice del laboratorio che avrà il ruolo di dungeon master ovvero narratrice. Sfide, problematicità ed eventi porteranno ognuno a interfacciarsi con l’altro per risolvere problemi, conflitti e portare avanti eventi artistici, culturali e sociali. Lo scopo è quello di far riconoscere Cavallerizza come Bene Comune. Le scene saranno interpretate dai partecipanti attraverso l’animazione dei personaggi costruiti.

3 – Il percorso terminerà con un’installazione artistica fatta con musica, suoni, immagini, personaggi e un’ambientazione in carta. Nb: Durante il laboratorio verranno fatte riprese e fotografie.

Marta Di Giulio nasce nel 1982, si diploma in biologia e si laurea in Dams cinema. Parallelamente si forma in teatro presso Casa Teatro Ragazzi, studia il Metodo Stanislavskij-Strasberg, il teatro di figura e altre metodologie con registi italiani e stranieri. Nel 2014 consegue il titolo di Master in Teatro Sociale e di Comunità presso l’Università di Torino. Per la tesi scrive il progetto di promozione della salute “Le abilità che creano benessere” partendo dalla ricerca sulla psiconeuroendocrinoimmunologia (F. Bottaccioli) che ha l’obbiettivo di creare empowerment e benessere psicofisico attraverso un laboratorio di teatro sociale, meditazione e oggetti. Conduce percorsi di benessere attraverso la meditazione in vari contesti tra cui Eataly. Si esibisce in festival teatrali dove vince concorsi con spettacoli di teatro di figura a partecipazione attiva del pubblico incentrati sulla presenza. Dal 2017 partecipa in Cavallerizza Irreale (spazio bene comune Torino) occupandosi di moderazione delle assemblee, percorsi di teatro sociale, meditazione e gestisce il gruppo arti sceniche dove si svolgono residenze creative, eventi, festival, rassegne.

Laboratorio C:

SIMPOSIO FILOSOFICO-TEATRALE SULLA SESSUALITÀ

Metodi: Teatro Filosofico; Corpo-Mente

(Max. 20 partecipanti adulti , se necessario sarà creata una lista di attesa)

CONDUTTRICI:Laura e Diana Capriotti, Associazione Aradia, Castorano (AP)

ORARIO: giovedì 22 agosto 2019 ore 15:00 – 17:00;

venerdì 23 agosto 2019 ore 9:30 – 13:00 e ore 15:00 – 18:30;

Siamo tutti sulla stessa barca quando ci rendiamo conto che la nostra sessualità, il nostro immaginario legato al piacere sessuale, il nostro orientamento sessuale, il nostro desiderio sono stati fortemente influenzati da un unico modello.

La nostra cultura ci propone una sola narrazione possibile dell’incontro con l’altro, ci incute paura e timore delle differenze, ci spinge a essere più uguali possibili. E lo fa evitando accuratamente l’educazione alla sessualità e al piacere, spingendoci a cercare informazioni in maniera autonoma da fonti mainstream, o a non farlo per nulla. Riteniamo che l’eterosessualità sia venuta a costituirsi (e costantemente si costituisce) non come un tipo di sessualità tra le altre, ma come il modello, la rappresentazione della sessualità ‘normale’. Tuttavia, tale sessualità ‘normale’ sembra rivelarsi spesso più come esperienza di dominio di un sesso sull’altro che non come un’esperienza di scambio e di parità.

Può l’analisi di altri tipi di relazioni sessuali mettere in discussione tale struttura interpretativa? È possibile che altre forme di sessualità non esauriscano la loro identificazione nell’esclusione, cioè nell’essere il ‘diverso da’ che conferma il modello, ma che, al contrario, la condizione in cui si trovano rappresenti un’opportunità creativa di smantellamento della struttura?

Il disvelamento dell’eterosessualità obbligatoria, intesa come istituzione imposta, e l’attenzione al suo significato politico, ci hanno portato a prendere in considerazione la sessualità nella concretezza delle sue pratiche per comprendere se proprio nelle pratiche sessuali “diverse”, possiamo trovare degli elementi, degli atti di resistenza contro il dominio di un modello unico-eterosessuale.

Il percorso che proponiamo conduce i/le partecipanti in una riflessione partecipata sulle pratiche sessuali, e s’inserisce nell’ambito della complessa relazione tra soggettività e alterità.

Grazie al teatro e alla filosofia, cercheremo di pensare i rapporti di subordinazione cui la società sottomette la sessualità in generale, i problemi del fallocentrismo che ingenera allo stesso tempo la sottomissione delle donne la reiezione di altri tipi di sessualità. L’analisi individuale e collettiva di alcune rielaborazioni altre della sessualità, proprio per la loro specificità democratica, può, a nostro avviso, aprire uno spazio e attivare un processo di cambiamento anche nella visione tradizionale della sessualità, di modo che questa diventi un’esperienza di scambio e parità e non di dominio di un sesso sull’altro. Il laboratorio prevede una condivisione finale delle proprie ricerche/riflessioni e/o osservazioni ispirata al Simposio di Platone.

Laura Capriotti presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Aradia, insegnante, educatrice professionale e operatrice di teatro sociale. Si occupa di educazione e minori dal 2005, ha collaborato con enti pubblici e privati, sia nell’ambito educativo che della ricerca. Attualmente insegna in una scuola elementare. Ha svolto all’interno delle scuole laboratori di educazione al consumo consapevole e laboratori di prevenzione della violenza contro le donne. Nel suo percorso lavorativo e di formazione permanente è diventata curiosa esploratrice e ricercatrice del teatro dell’oppresso, e di altre forme espressive legate al corpo e alla danza. Ha realizzato performance per riflettere sulla condizione delle donne con Diana Capriotti e Ilaria Olimpico.

Diana Capriotti è laureata in Scienze Filosofiche, si occupa in particolare di Studi di Genere e dei Femminismi studiando sia in Italia che all’estero (Spagna, Belgio). Ha sempre integrato la ricerca teorica con la pratica politica, lavorando all’interno di ONG a sostegno delle donne vittime di violenza. E’ socia fondatrice dell’Associazione Aradia e collabora con diverse associazioni internazionali per i diritti delle persone LGBTQ. Si avvicina nella sua ricerca a molteplici strumenti di lavoro, il teatro dell’oppresso, la metodologia del consenso e la narrazione. Ad oggi sperimenta un intreccio dei suoi strumenti e delle sue conoscenze con adult* e bambin*, nel campo della prevenzione e sensibilizzazione di tematiche di genere. Ha realizzato performance teatrali per riflettere sulla condizione delle donne in Italia.

Laboratorio D:

E IL NAVIGAR M’È DOLCE IN QUESTO MARE

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo’ (Mahatma Gandhi)

CONDUTTRICI: Emma Guardi e Chiara Zerbinati, Empatheatre, la Compagnia dei Salvastorie

ORARIO: sabato 24 agosto 2019 ore 15:00 – 19:00;

Sì, siamo tutti sulla stessa barca.

Condividiamo la fatica comune del navigare, affrontare il mare e le incertezze del viaggio, tutti i naviganti hanno un ruolo a bordo e contribuiscono con impegno e dignità al benessere collettivo. La buona riuscita del viaggio dipende da molti fattori, primo fra tutti una buona cooperazione tra i membri dell’equipaggio: ogni ruolo è diverso dagli altri e la differenza delle abilità è un valore aggiunto.

Si fa un gran parlare di uguaglianza ma partiamo dal fatto certo che siamo in relazione con l’altro e che l’altro è differente da noi. Dalle differenze nasce il conflitto, motore necessario per il cambiamento. Cambiamento che accade magicamente quando fra le parti in gioco avviene uno scambio.

E magari, guardandoci bene, forse ci possiamo rendere conto di avere più cose in comune che ragioni per dividerci, e allora lì possono cambiare il nostro approccio e la nostra prospettiva nei confronti delle persone e del mondo che abitiamo (la grande barca sulla quale viaggia il genere umano).

Il mondo fuori di noi è specchio del nostro mondo interiore fatto di tanti personaggi, un microcosmo in cui ci sono sinergie e conflitti e in cui tutto è sempre in continua evoluzione come in una danza.

Facendo luce sul nostro mondo interiore potremmo scoprire come far fluire al meglio le relazioni fuori da noi.

Come è fatta tua barca? Chi la abita e quali relazioni scorrono fra i personaggi del tuo equipaggio? In quale mare vi muovete?

Attingendo alle relazioni che si creeranno nel gruppo lavoreremo su somiglianze e differenze, su assonanze e discordanze. Cosa c’è di te in me? E cosa non c’è?

Faremo la spola tra il fuori e il dentro di noi, tra il nostro equipaggio interno e la convivenza di persone appartenenti a molti “luoghi” differenti fuori da noi.

Navigheremo insieme aiutandoci con tecniche di mindfulness e visualizzazioni guidate, drammaterapia e playback theatre. La meditazione ci apre le porte del nostro mondo interiore e delle nostre emozioni e l’azione teatrale diventa lo strumento immediato per incarnare e dare vita alle parti di me che mi uniscono all’altro o che mi differenziano da lui.

Ci auguriamo che il lavoro che faremo insieme possa essere un piccolo seme nutriente per l’individuo e che possa poi fiorire nella collettività.

Chiara Zerbinati, educatrice professionale ed esperta in teatro sociale. Lavora in contesti di disagio sociale, carcere, formazione professionale e reinserimenti lavorativi, salute mentale e tossidipendenze. Utilizza tecniche di teatro sociale e di mindfulness per arricchire la consapevolezza di sé all’interno dei gruppi. Con il teatro svolge laboratori in percorsi formativi e socio-educativi. Socia e fondatrice dell’Associazione Empatheatre, La Compagnia dei Salvastorie di Lucca grazie alla quale opera in un progetto di genere presso il  Ser.D. di Viareggio e nel progetto teatro carcere nella Casa Circondariale di Lucca. In passato ha lavorato come operatrice teatrale anche nella Casa di Reclusione di San Gimignano, e ha svolto laboratori con immigrati  e nelle scuole con l’età evolutiva anche in collaborazione con l’assessorato alle Pari Oppurtunità.

Emma Guardi, psicologa, psicoterapeuta Gestalt, esperta di tecniche meditative e teatro sociale. Lavora privatamente come psicoterapeuta con adolescenti, adulti e genitori. Nel lavoro terapeutico utilizza tecniche teatrali e di meditazione che aiutano la persona a riconnettersi con il proprio vissuto emotivo e trovare nuove strade di comportamento. Organizza gruppi di sviluppo del potenziale umano attingendo a diverse tecniche di arteterapia (teatro, disegno, poesia, musica). Da dieci anni è membro dell’Associazione Empatheatre con cui ha svolto il progetto teatro carcere nella Casa Circondariale di Lucca e nel carcere di S.Gimignano. Sempre con Empatheatre conduce un percorso di gruppo dedicato alle donne utenti del Ser.D. Di Viareggio. In passato ha condotto gruppi di teatro terapia con persone con disabilità psichiatrica.

Laboratorio E:

VIVERE DA BORDERLAND…EQUILIBRISMI TEATRALI ED ESISTENZIALI

Dal training alla scena: corpo, spazio, improvvisazione, relazione

CONDUTTRICI: Lina Fortunato e Elisa Ravetta, Associazione Culturale Antigone, Pavia

ORARIO: sabato 24 agosto 2019 ore 15:00 – 19:00;

L’Associazione Culturale Antigone di Pavia si occupa del benessere e della formazione di individui, gruppi e istituzioni attraverso l’utilizzo di tecniche attive e di derivazione teatrale (Teatro Sociale, Playback Theatre, Teatro dell’Oppresso, Psicodramma). Antigone realizza  laboratori e spettacoli nell’area della marginalità sociale (disabilità, dipendenze, psichiatria, carcere) e nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel 2014 nasce la Compagnia di Teatro Sociale BORDERLANDS ,offrendo  un presidio urbano di incontro e di bellezza fra arte, marginalità sociale e storie personali che reclamano autorialità poetica e sguardi sensibili. Nato come laboratorio integrato fra giovani del quartiere popolare Vallone di Pavia ed ospiti della comunità doppia diagnosi “Crescere Insieme” (tossicodipendenti con disagio mentale), dopo il primo progetto pilota Borderlands ha accolto un nuovo nucleo di attori sociali, i profughi richiedenti asilo della rete SPRAR del territorio.

Il laboratorio SPOT intende offrire ai partecipanti l’opportunità di sperimentare, in uno spazio integrato (saranno presenti, oltre ai conduttori, alcuni attori del gruppo che parteciperanno all’attività), il linguaggio espressivo che caratterizza il Teatro Sociale: training psicofisico, uso consapevole dello spazio, relazione con l’altro, ascolto, improvvisazione e composizione scenica  L’obiettivo è quello di sperimentare il processo creativo che ha luogo in ogni laboratorio di Teatro Sociale, dove si apprende creativamente un linguaggio extra-ordinario, capace di valorizzare le differerenze, di fare tesoro dei limiti come formidabili “ostacoli creativi” ma, soprattutto, offrendo una imperdibile occasione di incontro.

Lina Fortunato.  Psicodrammatista, esperta di teatro sociale e di conduzione di gruppi, occupa da molti anni di formazione in campo sociale realizzando laboratori teatrali ed espressivi rivolti a bambini, adolescenti e adulti anche in situazione di grave difficoltà (disabilità fisica e mentale, emarginazione sociale, iperattività motoria,  dipendenze, carcere).

Elisa Ravetta. Creative Project Manager di professione, operatrice di teatro sociale e di comunità di formazione e passione, con esperienza nel lavoro teatrale con bambini e 
(pre)adolescenti, conduce  attività laboratoriali ed esperienze performative nell’area sociale, con l’utilizzo della metodologia del Playback Theatre e del Teatro sociale.

Laboratorio F:

IL BELLO DI ESSERE IMPERFETTI!

Navighiamo sulla Barca della Leggerezza

(max. 15 partecipanti, se necessario sarà creata una lista di attesa)

CONDUTTRICI: Erika De Stefano e Annalisa Rolfo, Equiliberi, Torino

ORARIO: sabato 24 agosto 2018 ore 15:00 – 19:00;

Il laboratorio propone un percorso alla ricerca della bellezza di potersi permettere il “lusso” di Essere Imperfetti in un mondo giudicante, performante e autoreferenziale.

E se le nostre imperfezioni, anziché essere considerate un limite, si trasformassero in un’opportunità di incontro?

Partire per un viaggio verso la Leggerezza, dove le ancore si trasformano in vele su cui soffia il vento del cambiamento.

Obiettivo del laboratorio è quello di lavorare sulle imperfezioni individuali come opportunità e non come difetti, stimolando nei partecipanti la resilienza e la capacità di trovare nel problema la possibile soluzione.

Riconoscere la propria “Migliore Imperfezione” come risorsa che permette a ognuno di noi di poter essere particolare, diverso e unico nella propria essenza.

Lasciare ai partecipanti la libertà di esprimersi e di raccontarsi facendo fluire emozioni a volte anche faticose dettate da una vita rutinante che ci chiede sempre più spesso la perfezione nelle azioni e nei pensieri e dove sbagliare è un lusso che non ci possiamo concedere.

L’intento delle conduttrici è quello di creare un percorso volto alla ricerca di una maggiore consapevolezza personale valorizzando quelle parti che, in ognuno di noi, spesso vengono giudicate come “sbagliate” e poco riconosciute come bellezza.

Rimanendo legate al tema proposto, le conduttrici insegneranno e utilizzeranno, oltre le tecniche base del Playback Theatre e ai metodi attivi, la particolare forma artistica sempre meno utilizzata in Italia, a cui sono particolarmente legate chiamata “NAVE”. Tale figura utilizza livelli metaforici e archetipici per mettere in scena le narrazioni del pubblico.

EQUILIBERI è stata creata da Erika De Stefano e Annalisa Rolfo dopo una lunga esperienza nella scuola di Playback Theatre di Torino e come socie fondatrici della Compagnia Teatrale Intecciastorie e in seguito come APS Intrecciastorie e Oltre, impegnata sul territorio Piemontese e non solo.

Erika e Annalisa conducono come Equiliberi laboratori teatrali, esperienziali e formativi nelle scuole della Regione Piemonte.

Da cinque anni conducono settimanalmente un laboratorio teatrale sulle emozioni all’interno dell’ASL Città di Torino da cui è nata la Compagnia PremiPlay.

Sono state formatrici all’interno di vari progetti e convegni organizzati dall’ASL rivolti a dipendenti di differenti equipe multidisciplinari.

All’attivo hanno circa 60 performance teatrali, cinque residenziali e diversi laboratori con adulti e adolescenti.

Tutt’oggi sono impegnate in laboratori sul tema dell’ecologia profonda presso una scuola media nel Comune di Domodossola e tengono laboratori intensivi per adulti.

Laboratorio G:

INVERTIAMO LA ROTTA

Metodi: Sociopsicodramma

(max. 20 partecipanti, se necessario sarà creata una lista di attesa)

CONDUTTRICI: Luisa Gianni e Maria Teresa Quilici, Centro di Psicodramma e Sociodramma Zerka T. Moreno, Lucca

ORARIO: sabato 24 agosto 2019 ore 15:00 – 19:00;

Ci siamo resi conto che tanti di noi, se non tutti, nella nostra vita abbiamo avuto o abbiamo a che fare con il fenomeno migratorio, oppure vorremmo trovare un posto migliore dove vivere il proprio futuro e realizzare le proprie aspettative. Sappiamo anche che da che mondo è mondo il viaggio di chi abbandona la propria terra per realizzare il sogno di vivere una vita migliore è pieno di rischi e di incertezze. Partendo da queste considerazioni, metteremo a confronto vecchie migrazioni con le storie dei nuovi migranti, gettando anche uno sguardo sul futuro. Il nostro gruppo sarà co-condotto da due psicodrammatiste, che si avvarranno della collaborazione di due o tre migranti africani che per alcuni mesi hanno partecipato a vari incontri di sociopsicodramma legati al tema del loro “viaggio per raggiungere un sogno”. Abbiamo scelto questo titolo, “Invertiamo la rotta”, perché il fenomeno, che in questo momento ci pare esclusivo del popolo africano, o di altri popoli che però non ci toccano direttamente, ha invece solide radici nel passato e, sia pure con motivazioni diverse, riguarda tutti i popoli a qualsiasi latitudine e non sempre siamo stati o siamo in grado di comprenderlo e di comportarci di conseguenza, ponendo al centro del nostro interesse le persone.

Inizieremo con tecniche di riscaldamento psicomotorio per la costituzione della matrice gruppale. Attraverso la tecnica sociometrica emergeranno le varie posizioni riguardo al tema, le persone potranno interagire fra di loro, confrontandosi ed esternando i propri sentimenti o i vissuti significativi, arricchendo la conoscenza. Successivamente, attraverso il sociopsicodramma, il gruppo sarà stimolato a vari scambi di ruolo, affinché le persone, entrando nei panni dell’altro o guardandosi da un altro punto di vista, possano comprendere i diversi aspetti. Se necessario saranno possibili approfondimenti psicodrammatici. Concluderà il laboratorio la rappresentazione di quanto è emerso e la condivisione finale.

Idoneità: riteniamo sia poco adatto, ma non del tutto inadatto, a persone disabili.

Luisa Gianni e Maria Teresa Quilici, entrambe laureate in Scienze dell’Educazione, Psicodrammatiste del “Centro di Psicodramma e Sociodramma Zerka T. Moreno” di Lucca, nell’anno 2018/19, in collaborazione con la Cooperativa “Giovani e Comunità” hanno ideato e realizzato il progetto “Contro corrente: gli Enea del 2000” che ha utilizzato il metodo psicosociodrammatico per supportare tredici richiedenti asilo provenienti da vari paesi dell’Africa nell’elaborazione dei vissuti personali, per la conoscenza di sé e della civiltà del paese ospitante.

Il Centro Zerka T. Moreno, costituito nel 2013, dopo anni di formazione ed esperienza psicodrammatica dei fondatori, organizza stage e incontri diversi sia di Psicosociodramma, sia artistico-culturali (concerti, rappresentazioni teatrali, presentazione libri, ecc.). Fa parte del tavolo dei Progetti Educativi Zonali e del Centro per le Famiglie del Comune di Lucca.

Con cadenza mensile svolge attività Sociopsicodrammatiche gratuite e aperte alla cittadinanza. Negli anni 2017/18 ha curato due corsi di formazione base in Psicodramma destinato ad operatori del settore infanzia del Comune di Capannori. Da più di 10 anni partecipa al Meeting Annuale “A più Voci”, a Conferenze e Internazionali come quella Annuale della FEPTO.

Negli anni 2015, 2016 e 2017, in collaborazione con l’Università di Firenze, Facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione, ha organizzato quattro incontri/lezione di Psicosociodramma.

A partire dal 2015, in collaborazione con i Centri Zerka T. Moreno di Buenos Aires e Madrid, ha attivato un percorso formativo della durata di tre anni intitolato “Sulle orme di Moreno”.

Laboratorio facoltativo a offerta minima:

YogaMitos

L’altro mare aperto. Gettare l’ancora dentro sé stessi con lo yoga

(min 6 partecipanti, sarà comunicata in anticipo ai partecipanti l’attivazione del laboratorio)

CONDUTTORE: Pietro Micarelli, Istruttore Yoga, Lucca

ORARIO: sabato 24 agosto 2019 ore 11:00 – 13:00;

Il laboratorio verterà sullo sviluppo armonico e risonanza di sé attraverso respiro, voce, movimento, per scoprire come sorgente, fiume e oceano siano in realtà un’unica bellezza.

Il respiro è una domanda vitale, l’apertura una risposta che si compie.

Pietro Micarelli, istruttore di corsi di respiro e relax, istruttore diplomato in Yoga (diploma C.S.E.N.), ginnastica antalgica (C.S.E.N.), ha frequentato un corso biennale E.F.O.A. per insegnanti Yoga. Si forma nella meditazione profonda all’interno dell’associazione “I Ricostruttori”, continua con frequenza gli aggiornamenti in corsi di Yoga secondo vari stili: cinese (Do-In), tecniche di respirazione Sufi, ecc…

Insegna presso varie sedi dell’Ass. “I Ricostruttori” ed è “Yoga personal trainer”.

N.B.: I partecipanti lasceranno un’offerta minima di €10 al conduttore all’inizio del laboratorio

Plenaria Conclusiva:

MITOS LIVE EXPERIENCE: PLENARIA ARTISTICA DI CONDIVIONE MULTIDISCIPLINARE

Tutti si metteranno in gioco, vietato ai soli osservatori.

CONDUTTRICE: Marta Di Giulio , Torino

ORARIO: domenica 25 agosto 2019 ore 11:00-13:00

Attraverso una meditazione guidata i partecipanti verranno invitati a ricordare i momenti del festival. Nello spazio sarà allestito un setting performativo dove ognuno riceverà delle istruzioni per creare un breve racconto multidisciplinare che verrà pubblicato su Facebook. Il tutto verrà condiviso in maniera performativa.

Tutti si metteranno in gioco, vietato ai soli osservatori.