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Cinzia Bertolucci

Sono Cinzia, insegnante, pedagogista e counsellor.
Ho fatto teatro in modo amatoriale fin dall’adolescenza; da sempre il teatro mi ha offerto opportunità di conoscenza di me e miglioramento, opportunità di bellezza e trasformazione.

Una sera, per aver confuso la sede di Artemisia con quella di Artè, ho incontrato gli Empatheatre; sono rimasta folgorata da questo modo di fare teatro; il Playback Theatre coinvolge, fa incontrare sguardi e persone, è un teatro che cura l’anima.

Così non li ho più abbandonati: li ho seguiti prima come spettatrice affezionata, poi come partecipante ai laboratori organizzati dal comune di Capannori condotti da Alessandro Bianchi e come partecipante a MITOS: da più di 10 anni, a fine agosto, questo è un appuntamento che non posso perdere.

Ho continuato con gli Empatheatre come volontaria nel progetto Carcere nella Casa Circondariale di Lucca dove ho conosciuto Chiara Zerbinati, capace di unire al teatro la meditazione e la mindfulness donando così, alle persone dei vari laboratori, momenti di reale connessione con se stessi e di cura.
Il laboratorio mi ha permesso di scoprire quanta umanità e ricchezza siano nascoste in certi ambienti.

Infine oggi faccio parte di Empatheatre, La Compagnia dei Salvastorie e ne sono onorata. Quanto imparo è prezioso non solo per la mia vita personale, ma anche per quella professionale: utilizzo il teatro con gli alunni a scuola, nella conduzione di gruppi per docenti, nei corsi di formazione, nei laboratori della Vetrina Scolastica e nei progetti con alcuni adolescenti del PCTO.

Come dice sempre Alessandro, l’improvvisazione può avvenire solo all’interno di una struttura condivisa e conosciuta; è la struttura che dà sicurezza, inquadra la connessione e ne garantisce efficacia.