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Meeting Italiano di TeatrO Sociale

M I T O S  2 0 2 4

17° EDIZIONE
LUCCA DAL 30 AGOSTO AL 01 SETTEMBRE 2024

SPAZI COMUNICANTI

OLTRE I CONFINI DELLA MIA TERRA

PROGRAMMA

Come si svolge:

Il Meeting si svolgerà nel centro storico di Lucca presso CRED Centro Risorse Educative e Didattiche in Via Sant’Andrea, 33 – Lucca

Il programma consiste in 3 laboratori di Teatro Sociale della durata complessiva di circa 8 ore e 3 laboratori “spot” di 4 ore ciascuno, una sessione plenaria iniziale ed una plenaria conclusiva, oltre a 2 spettacoli serali, gratuiti, aperti alla cittadinanza.

Quota di iscrizione per rimborso spese: € 90 entro il 25/07/2024
€ 120 oltre il 25/07/2024

Mattina

10:00 – 12:00
Accoglienza

12:00 – 13:00
Plenaria introduttiva a cura di

13:00 – 15:00
Pausa pranzo

Pomeriggio

15:00 – 19:00
Laboratori “spot”
Laboratorio A
Laboratorio B
Laboratorio C

Sera

20:30
Performance teatrale
SUI GENERIS

Mattina

09:30 – 13:30
Laboratori “lunghi”

Laboratorio D
Laboratorio E
Laboratorio F

13:30 – 15:00
Pausa pranzo

Pomeriggio

15:00 – 19:00
Laboratori “lunghi”

Laboratorio D
Laboratorio E
Laboratorio F

Sera

20:30
Performance di playback theatre a cura di

Mattina

10:00 – 13:00
Plenaria conclusiva
IPTN International Playback Theatre Network

Performance di Playback Theatre a cura di

COSA VOGLIAMO

Vogliamo mantenere gli spazi per esprimere la nostra creatività e avere la possibilità di comunicare in modo autentico aldilà di ogni differenza di lingua, di genere, di cultura. Poter guardare oltre la siepe del nostro piccolo orticello e spingerci a pensare ad un mondo senza confini. Sempre risuonano le parole di John Lennon che nel 1971 cantava “Imagine there’s no countries It isn’t hard to do Nothing to kill or die for And no religion too Imagine all the people Living life in peace…” parole ancora, fortemente attuali. Il teatro sociale può aiutarci a resistere, a comunicare, a cambiare, a sognare a…. iincontrarci! Iiscrivetevi a Mitos, vi aspettiamo con le braccia e il cuore aperti.

Per iscriversi compilare il form
CLICCANDO QUI
e versare la quota di iscrizione entro una settimana
al seguente conto corrente, inviando copia della ricevuta del bonifico
all’indirizzo mail
[email protected]
c/c intestato a Associazione “Empatheatre, la Compagnia dei Salvastorie
MONTE DEI PASCHI DI SIENA Filiale di Ponte all’Ania (LU)
COORDINATE INTERNAZIONALI: IBAN: IT14Q0103070105000063212434

Per informazioni: [email protected], consultare la pagina web www.empatheatre.it o chiamare al numero 347-8599527

Vedi di seguito l’elenco dei laboratori:

Plenaria Introduttiva a cura di Empatheatre
Venerdì 30 agosto orario 12:00-13:00

LABORATORI SPOT
Venerdì 30 agosto orario 15:00-19:00

Laboratorio Spot A: IL MIO CONFINE, IL TUO CONFINE, I NOSTRI CONFINI
Il concetto di “confini” in psicologia si riferisce alla capacità individuale di distinguere e mantenere una chiara separazione tra il proprio sé e gli altri, sia fisicamente che emotivamente. Questi confini possono essere considerati delle barriere immaginarie che definiscono il confine tra ciò che è interno ed esterno a noi stessi, regolando le nostre relazioni con il mondo circostante.
I confini influenzano profondamente la nostra relazione con il mondo circostante e con gli altri. La loro gestione e il modo in cui li stabiliamo determinano in gran parte la qualità delle nostre interazioni e il nostro benessere complessivo.
Il laboratorio seguirà la struttura del ciclo del contatto gestaltico per accompagnare in maniera armoniosa il processo esperienziale di conoscenza e consapevolezza del partecipante. Nel laboratorio teatro, psicologia e tecniche di arteterapia si fonderanno, per generare un’esperienza in cui avverrà una forte connessione fra aspetti cognitivi, sensoriali ed emotivi.
Precontatto: Il laboratorio si apre condividendo il concetto di Cinesfere di Laban e si inizierà a fare esperienza della sfera intima, personale e sociale.
Contatto: i partecipanti attraverso diversi esercizi derivanti dall’arte teatrale e dall’arteterapia esploreranno il significato più profondo dei propri confini interni mettendo in risalto le sensazioni e le emozioni derivanti da questo contatto.
Contatto pieno: l’esperienza del confine avviene incontrando l’altro e nella relazione si esplorano i propri confini interni ed esterni.
Post contatto: esercizio della costruzione della casa, metafora della base sicura da cui partire per costruire una relazione armoniosa con sé e con gli altri.
Ogni attivazione teatralizzata sarà intervallata da momenti di feedback fenomenologico e di feedback mediato dall’arteterapia da cui il partecipante potrà ricavare importanti informazioni su come vive la relazione con se stesso e con gli altri.
Obiettivi
Aumentare la consapevolezza dei confini interni ed esterni
Esplorare spazio interno ed esterno
Lavorare sulle relazioni spaziali e relazionali fra i partecipanti
Esplorazione emotiva
Consapevolizzazione dei propri confini

conduttori: Enrico Pinna e Silvia Montefusco, Lucca

Laboratorio Spot B: LASCIARE LA CASA
Il laboratorio teatrale nasce dall’esigenza di esplorare quei luoghi interni ed esterni che ci sono appartenuti in passato e che ancora oggi, bussano all’uscio dei nostri pensieri, delle nostre mani, dei nostri piedi, dei nostri sguardi, dei nostri cuori… e chissà dove ancora.
Partendo da una serie di domande comuni, come – “Che cos’è per te la casa? Come la rappresenti? Quali sono le stanze che hai vissuto di più? E quali sono le tracce che ti hanno lasciato addosso? – ogni partecipante farà un piccolo viaggio personale ed intimo, all’insegna del ricordo ma soprattutto della scoperta: le case che hai abitato, quelle che hai indossato, quelle che hai attraversato, quelle che hai lasciato… le case fisiche, le case ideali, le case poetiche, le case politiche.
Ognuno attraverso lo storytelling, il training, le improvvisazioni e gli atti perfomativi metterà nella “propria valigia ideale” gli oggetti necessari per riparare, rattoppare, cucire, ricamare, aggiustare i propri ricordi e le proprie nostalgie. Quegli oggetti, saranno tutto ciò che la terrà legata ad un filo sottile ed invisibile, necessario a ripercorrere la sua vita dalla partenza all’arrivo.

conduttori: Elena Ferretti e Cecilia LattariUltimo Teatro Produzioni Incivili, Montecatini (PT)

Laboratorio Spot C: GENDERLAB
Il laboratorio teatrale GenderLab si propone di affrontare artisticamente il problema sociale della violenza di genere nelle sue molteplici declinazioni: a partire da quella fisico- sessuale, fino alle discrepanze economiche e le ingiustizie sociali.
Gli strumenti principali che saranno messi in atto per il laboratorio, insieme agli attori e alle attrici partecipanti, sono il lavoro sul corpo, l’improvvisazione, l’analisi del testo e la costruzione delle scene nello spazio. Ogni momento del laboratorio, della durata complessiva di quattro ore, sarà indispensabile ai fini della performance serale, e cioè del momento di restituzione del lavoro svolto al pubblico.
Durante il pomeriggio, si alterneranno momenti di riflessione condivisa a esercizi di pratica scenica vera e propria, in nome di un laboratorio teatrale che crei consapevolezza sulle tematiche affrontate e sulle modalità più opportune per discuterle e raccontarle.
L’obiettivo principale del laboratorio è quello di riflettere su una delle maggiori piaghe della nostra società, la violenza di genere, attraverso la riflessione teorica e l’esperienza pratico-artistica. L’idea, insomma, è quella di sperimentare sulla nostra pelle, anche se per breve tempo e in una circostanza protetta, i due poli opposti di chi esercita violenza e di chi ne è vittima, al preciso scopo di abbattere le barriere che, troppo spesso nella nostra società, rendono nemici uomini e donne, facendoci dimenticare quanto, in verità, si appartenga ad un’unica specie, quella umana, e che essa non ha possibilità di sopravvivenza alcuna, se non nella cooperazione, nell’amore e nel rispetto reciproco.
Gli ideali di riferimento, pertanto, saranno quelli di giustizia, rispetto ed equità. Su quest’ultimo, in particolare, si concentrerà il lavoro, dal momento che equità non significa che siamo tutti e tutte uguali, anzi, che brilliamo nelle nostre differenze, e che queste – a patto che non vengano schiacciate o livellate – arricchiscono un mondo altrimenti omogeneo, grigio, non interessante, vuoto. Il teatro, in questo senso, contribuisce a mantenere vive e ad esprimere al meglio le nostre individualità e le nostre unicità.

conduttore: Alessio Bernardoni, Camaiore (LU)

LABORATORI LUNGHI
Sabato 31 agosto orario 9:30-19:00 (pausa pranzo 13:30-15:00)

Laboratorio Lungo D: SPAZIARE – MOVIMENTO POSSIBILE
Il laboratorio è esperienziale, condotto con la metodologia messa a punto da human art negli anni: usare il corpo per aumentare il sentire, il riconoscere le emozioni, trasformare le reazioni in risposte scelte e autentiche. Ogni partecipante sarà protagonista di un’esperienza corporea che integra momenti di mindfulness, di scrittura creativa e consapevole, di dialogo a coppie, di movimenti relazionali per osservare in che modo rispondiamo agli stimoli esterni. Inoltre verrà portato un apprendimento dalla pratica alla teoria, dopo aver sperimentato movimenti condotti dalle professioniste dell’associazione, daremo informazioni sul funzionamento emotivo e fisiologico per comprendere come i messaggi intensi e chiari che le emozioni portano sono possibilità vitali di definire i propri confini.

Obiettivi del laboratorio
sentire il corpo, riconoscere i movimenti somatici della fisiologia emotiva
comprendere le emozioni e nominarle
trasformare le emozioni in risorsa per aumentare l’autenticità e la connessione
esprimere sé e sentire la guida interna per orientarsi nelle relazioni
aumentare la capacità di scelta
affermare ciò che si sente, essere liberi di manifestarsi

conduttori: Human Art, Piemonte

Laboratorio lungo E: IMMAGINI E STORIE. ESPLORANDO LE FORME DEL PLAYBACK THEATRE PER INCONTRARSI OLTRE I CONFINI DELLA PROPRIA TERRA
Il Playback Theatre è una forma interattiva di improvvisazione teatrale che mette in scena emozioni e storie personali condivise dal pubblico. E’ un teatro sociale di restituzione, immediato e spontaneo, che “onora le storie” e facilita la connessione tra il pubblico, generando sviluppo di comunità. I narratori sono le persone tra il pubblico che desiderano raccontare un frammento della propria esperienza per rivederla in scena trasformata artisticamente in forma teatrale.
E’ stato sviluppato nel 1975 da Jonathan Fox e Jo Salas nella Hudson Valley di New York (USA) e oggi è utilizzato in più di 70 paesi in tutto il mondo.
Negli anni la continua sperimentazione condotta dal Center for Playback Theatre di New York, dalle Scuole e dalle compagnie di tutto il mondo, ha portato nuovi elementi e influenze nelle forme espressive, accogliendo la creatività e la ricchezza dell’incontro tra persone e culture diverse.

Durante il workshop lavoreremo sulle forme espressive lunghe, sperimentando soprattutto l’uso del movimento corporeo e degli elementi non verbali.
La prima parte del workshop sarà di tipo esperienziale, con attività volte a rafforzare l’uso dei diversi canali espressivi, l’ascolto attivo e con un lavoro sulle storie personali e sulle metafore attraverso le immagini.
La seconda parte sarà dedicata a lavorare con il Playback sulle storie che emergeranno dal gruppo, utilizzando diverse forme espressive.
Il tema conduttore del workshop sarà l’”incontro”. Oltre i confini personali e della nostra terra.

Il workshop è aperto a chiunque voglia praticare il Playback Theater e che voglia sperimentare diverse forme espressive, mettendo in scena storie in grado di onorare l’incontro tra terre diverse

E’ preferibile avere una precedente esperienza di Playback Theatre. In caso di limitata conoscenza/pratica di Playback Theatre è necessario informare in anticipo la conduttrice e l’organizzazione, in modo da poter organizzare per chi ne ha necessità delle attività pre-workshop per acquisire le conoscenze di base.

Materiale richiesto a chi partecipa:
un oggetto significativo per voi (o una sua foto se non potete portarlo al workshop), calze antiscivolo o scarpe comode

conduttrice: Roberta Roberto, Torino

Laboratorio lungo F: UBUNTU IO SONO PERCHÉ NOI SIAMO – LA RICERCA DEL PROPRIO CLOWN
Che cos’è l’Ubuntu? È un termine Ngori della civiltà Bantu dell’Africa Subsahariana e significa umanità. Comprende la generosità, l’umiltà, la grandezza di cuore, la bontà, la capacità di sacrificarsi per l’altro, la capacità di cooperazione e la gentilezza. È un modo di vivere condiviso dalla comunità africana. Ogni uomo ha valore come singolo, ma ha anche la necessità di ricercare dentro di sé, in profondità, quella connessione intrinseca con gli altri. L’altro non viene mai visto come una minaccia, al contrario, è un completamento alla propria umanità, arricchisce l’io. L’Ubuntu significa vedere il noi prima dell’io, ma non nel senso occidentale di dare il primato alla comunità e tralasciare l’io, anzi. Il noi implica coltivare l’io, ne comporta il suo miglioramento: è attraverso la comunità che l’individuo diventa persona. È la comunità che dà valore al singolo valorizzando i punti di forza di ciascuno: ognuno ha un ruolo e come in un meccanismo se manca una parte, l’intero non funziona. La filosofia dell’Ubuntu è stata conosciuta in occidente grazie a Nelson Mandela, il quale ha lottato contro la segregazione razziale basandosi su questo principio africano: «I am because we are», «io sono perché noi siamo», massima fondante del pensiero.

IL CLOWN
Attraverso la scoperta del proprio clown riusciamo a conoscere noi stessi e ad accettare le nostre caratteristiche e i nostri limiti. Il clown riesce a trasformare in opportunità ciò che sentiamo come qualcosa di limitante, liberando il nostro potenziale, dandogli valore e sentendoci unici e veri.
Solo con l’incontro con l’altro il clown può manifestarsi. Nella relazione trova il modo di potersi misurare, riesce a esprimersi e sperimentarsi. All’interno del gruppo può portare il proprio contributo così com’è, con le proprie peculiarità. Qui il clown si può sentire libero di sbagliare, tentare di trovare strade nuove, cercare soluzioni diverse e più creative. L’errore non è tale ma è soltanto una strada diversa, che se percorsa in gruppo può ramificarsi in soluzioni sempre più diversificate. Il clown è ridere di sé stessi, delle proprie difficoltà, dei propri limiti, è poter affrontare le proprie sconfitte sentendosi liberi. Lavorare sul clown è come una rinascita al mondo, scoprire di nuovo il significato di ogni cosa. Il clown inventa, gioca, ricrea, è un essere tragicamente schiacciato dai suoi limiti, libero di ricrearsi, di sperimentare e di scoprire.
Il primo elemento in un clown è la verità. Io non faccio il clown, ma sono il clown. Il clown è già in me. Il potenziale dell’uomo è illimitato e messo nelle condizioni di poterlo manifestare, riesce a esprimere una creatività prorompente e originale, unica perché personale. Il confronto col proprio clown lo rende libero di essere, scevro di ogni giudizio o preconcetto. La forza del clown sta nei suoi limiti che riesce a superare. Il clown nasce dal disagio. È nelle difficoltà che si manifesta, e nei momenti di impasse riesce a trovare risorse inimmaginate, come nel conflitto può attingere a risorse sconosciute. Il clown fa della sua stupidità la sua forza, un modo creativo e non convenzionale di cercare dentro sé stesso. Poter far ridere di sé attraverso l’utilizzo del naso rosso vuol dire delegittimare il senso del ridicolo e proiettare sul clown tutte le nostre debolezze, trasformandole attraverso la natura stessa del clown.
Il clown non è artificio, costruzione o finzione. Non è menzogna né trucco. Per lui la realtà non è oggettiva, ma è ogni volta costruita su di esso. La realtà gli si modella addosso, egli ha il potere creativo di trasformare l’ambiente esterno seguendo il proprio stato interno. Un’azione terapeutica che porta all’accettazione di sé e anzi alla consapevolezza delle proprie potenzialità. Il soggetto che sperimenta il proprio clown capisce che va già bene così com’è, che dentro di sé ha già la soluzione. Attraverso il clown ascoltiamo il corpo che vive nell’attimo presente, ci concentriamo su ciò che ci dice e su come possiamo interagire e usarlo.

– conduttore: Andrea Serafini, Pistoia

CURRICULA

Enrico Pinna
marito, padre di quattro figli, viaggiatore per professione. Lavoro in ambito aziendale, e parallelamente porto avanti la mia ricerca nell’ambito del teatro sociale.
Ho una laurea a ciclo unico (v.o.) in Lingue e Letterature Straniere e una laurea magistrale in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni; ho frequentato una scuola biennale teatrale e successivamente una scuola di formazione in teatroterapia; sono certificato in programmazione neuro-linguistica. Sono socio S.I.P.L.O. (Società Italiana della Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni), con la quale si svolgono progetti di ricerca psicologica in ambito organizzativo e professionale.
Il mio lavoro aziendale mi ha portato a specializzarmi nella comunicazione, negoziazione e gestione delle relazioni a carattere interculturale, in tutta Europa e Medio -Oriente. Ho condotto corsi di formazione in inglese, spagnolo, francese e italiano. Ho diretto per anni la scuola di formazione professionale in teatroterapia dell’Istituto Teatrale Europeo a Firenze e insegnato per anni nella sede di Roma, formando artisti e professionisti di svariati settori lavorativi, con in comune la passione per il benessere della persona. Sono presidente dell’Associazione di Promozione Sociale TOC che ha lo scopo di progettare percorsi formativi ed esperienziali a mediazione teatrale nell’ambito sociale.

Silvia Montefusco
psicologa e psicoterapeuta ad approccio umanistico integrato, specializzata in EMDR e in psicologia di comunità. Sono esperta nella conduzione di gruppi gestaltici. Per anni sono stata docente presso l’Istituto Teatrale Europeo nelle sedi di Firenze e Roma, occupandomi principalmente delle materie di counseling, tecniche di conduzione di gruppi, integrazione fra teatro e benessere psicologico. Socia della Cooperativa Linc mi occupo di formazione e europrogettazione. Socia dell’Asociazione T.O.C. dove mi occupo di progettazione teatrale in ambito scolastico

Cecilia Lattari
attrice, formatrice, pedagogista teatrale ed esperta in outdoor education. Si è diplomata come attrice di prosa alla Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone, e ha successivamente conseguito un master in attore di prosa presso il TeatroDue di Parma. È esperta in Pedagogia e Teatro, con un master conseguito presso l’Università degli Studi di Bologna, in particolare la sua ricerca verte sul mondo del fiabesco e della letteratura per l’infanzia. Lavora in ambito artistico e pedagogico collaborando con cooperative, scuole ed associazioni in progetti volti particolarmente a persone, adulte, adolescenti o nell’età infantile, disabili o in varie condizioni di fragilità, per sviluppare autonomia e sicurezza attraverso la relazione di aiuto e la pratica artistica. Collabora con scuole materne, primarie e secondarie curando progetti di teatro e performance come esperta esterna. Tiene corsi, laboratori ed esperienze immersive volte a far ritrovare alle persone il contatto con il mondo naturale e con la loro parte poetica e immaginativa. Fa parte della compagnia di ricerca Ultimo Teatro Produzioni Incivili, con progetti legati alla fiaba ed al racconto orale. Lavora come autrice per la casa editrice White Star, con la collana Vivida, dove cura libri e mezzi di tarocchi dedicati al rapporto tra immaginario, simboli e fiaba. È cofondatrice del Collettivo Artistico Meduse, con cui opera in progetti legati alla performance ed al dialogo con il territorio.

Contatti: Tel. +39 338 828 2955www.cecilialattari.com

Elena Nina Ferretti
attrice, autrice e formatrice. Fa parte di Ultimo Teatro Produzioni Incivili dal 2010 con cui realizza spettacoli e progetti site specific in tutto il territorio nazionale.
Ha studiato con: Teatro Cantiere, André Casaca, Teatro C’ Art; Michela Turrini, Leonardo Capuano, Oscar de Summa, Renata Palminiello, Rita Pelusio, Gabriella Salvaterra (Teatro Los Sentidos – Vargas), Francesca della Monica, Rui Frati (Thèatre de L’Opprime). Nel 2018 si diploma presso la scuola di specializzazione per Operatore Teatrale Sociale condotto da Coop Margherita ( Po) Spazio All’Incontro (PO) e Oltre le Parole (RM). Attualmente conduce una ricerca multidisciplinare incentrata principalmente sulle donne e sulle memorie dei territori, realizzando spettacoli, progetti site specific e laboratori teatrali per tutte le età. È docente di teatro per bambini/e e adolescenti, presso il Funaro (Teatri di Pistoia) e – attraverso la Società della Salute – nelle varie scuole della provincia.

Contatti: Tel. +39 392 464 6819

Alessio Bernardoni
26 anni, si laurea in ‘Lettere’ presso l’Università di Pisa nel mese di dicembre 2020. Successivamente, si iscrive al corso di laurea magistrale in ‘Italianistica, Culture Letterarie Europee, Scienze Linguistiche’ dell’Università di Bologna, conseguendo il titolo nel mese di marzo 2023. Sostiene, tra gli altri, l’esame di ‘Teatro Sociale’, grazie al quale conosce e approfondisce alcune esperienze teatrali di Pippo Del Bono, Armando Punzo, Antonio Viganò, Marco Baliani e ‘Babilonia Teatri’.
Frequenta, fin da adolescente, i corsi teatrali de ‘La Bottega del Teatro’ e studia canto moderno con l’insegnante Maria Pia Pizzolla. Partecipa, in qualità di allievo, ad alcuni laboratori teatrali promossi da Emilia Romagna Teatro Fondazione (ERT) nel 2021.
Attualmente, insegna materie umanistiche, in particolare Italiano e Latino, agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie presso Esedra S.r.L. Inoltre, rivolge particolare attenzione agli studi teatrologici relativi alla figura professionale del dramaturg in Italia.
Infine, è co-autore, attore e dramaturg per due progetti artistici: Malcapitale, corto teatrale relativo alla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009; Tappeto rosso, spettacolo corale sulla violenza di genere

Francesca Natascia Brancato
laureata in Scienze della Formazione indirizzo “Esperto dei processi formativi” presso l’Università degli Studi di Genova. Approfondisce lo studio del metodo di narrazione e ascolto autobiografico e si specializza in Supervisione Educativa. Ottiene un Master all’Istituto di Counseling, ad approccio sistemico relazionale, Eteropoiesi di Torino. Ha un Master in Mediatrice Familiare e dei Conflitti, è specializzata nell’ utilizzo del Metodo-PI (assessment emotivo-comportamentale nelle relazioni di aiuto), e nell’utilizzo del Metodo Narm Modello di studio Neuroaffettivo. Lavora per molti anni in una cooperativa sociale per la quale svolge attività di educatrice di comunità, ricopre ruoli di coordinamento di servizi rivolti a minori in difficoltà, occupandosi anche di promozione dell’autonomia di soggetti fragili. Per alcuni anni realizza progetti di accompagnamento all’abitare coniugando lo sviluppo del benessere del vivere la comunità con la partecipazione attiva, adottando strumenti di sicurezza sociale. Ha lavorato in progetti di accompagnamento lavorativo verso l’autonomia con persone disabili e ha svolto attività di tutoraggio in progetti di orientamento e formazione per donne vittime di violenza. Si è occupata di orientamento a donne straniere impegnate in lavoro di cura e famiglie, facilitando gruppi di auto-mutuo-aiuto. Attualmente conduce laboratori formativi nelle scuole con particolare specializzazione nella parità di genere e nella pratica della relazione non violenta. Organizza e conduce percorsi formativi e residenziali, sperimentando forme innovative di apprendimento attraverso l’esperienza corporea. Fonda nel 2009 un centro antiviolenza per donne vittime, occupandosi nello specifico della protezione, della messa in sicurezza dei nuclei a rischio di femminicidio e dell’attivazione di autodeterminazione. Conduce incontri rivolti alle donne di potenziamento della propria femminilità e consapevolezza del ruolo e della solidarietà fra donne. E’ presidente dell’Associazione Human Art per la quale coordina le attività formative e svolge accompagnamento alle famiglie e alle coppie.
Contatti: www.francescanatasciabrancato.com

Camilla Lasagna
Psicologa, laureata all’università Milano Bicocca in Psicologia Sociale. Propone una visione integrata dei differenti e molteplici aspetti che compongono l’individuo, tenendo conto di una prospettiva a tutto tondo della persona nel suo contesto, delle dinamiche di gruppo e relazionali. È esperta nell’analisi e nel trattamento delle componenti dell’identità ad ampio spettro, quali Sè individuale e sociale, appartenenza di gruppo, genere e sessualità, aspetti culturali e migratori. Lavora per la promozione del benessere individuale e sociale con un focus rilevante al potere delle connessioni sociali e alla loro costruzione. È esperta in Studi di Genere, conoscenza maturata durante gli anni universitari e post universitari, specialmente per le tematiche legate all’identità di genere e sessuale e alla violenza di genere. In questo campo si occupa di portare la propria professionalità a fianco delle donne sopravvissute a violenza di genere, nella conduzione di gruppi tematici, nella progettazione e realizzazione di momenti laboratoriali esperienziali e percorsi formativi gruppali sulle tematiche di genere, rivolgendosi sia al mondo dell’infanzia, dei giovani che degli adulti. Ha un Master in Teoria Critica della Società, dove ha potuto approfondire le dinamiche psicologiche, sociologiche, antropologiche legate agli aspetti di struttura della società odierna con focus legati alla messa in discussione degli aspetti identitari precostruiti e lo sviluppo di un pensiero critico a riguardo. È collaboratrice di ricerca presso l’Università Milano Bicocca e il Cirsde di Torino dove si occupa di collaborare a progetti di ricerca universitaria riguardanti rispettivamente le connessioni sociali, le disuguaglianze sociali, le dinamiche di esclusione ed inclusione e gli studi di genere con un focus sulle tematiche LGBTI.

Roberta Roberto
Sono una performer e conduttrice di Playback Theatre e una counselor espressiva e trasformativa.
Mi sono formata presso la Scuola Italiana di Playback Theatre di Torino, acquisendo il livello Advanced nel 2019. Ho proseguito la formazione attraverso corsi e workshop tenuti da formatori internazionali, in particolare su conduzione, storie e livelli nel PT, movimento e uso del corpo, temi sociali nel PT.
Ho da sempre inoltre coltivato il mio interesse per l’arte e la creatività e per le scienze umane attraverso esperienze dirette, formazione specifica e letture. Accanto alla mia formazione in Playback Theatre, ho frequentato corsi di formazione in Business Constellations, conduzione di gruppi, fotografia, processi di co-creazione e altro. Attualmente frequento il primo livello della Scuola Internazionale di Terapia Transgenerazionale Anne Ancelin Schützenberger, dove si utilizzano anche tecniche psicodrammatiche.
Dal 2019 partecipo attivamente come performer e conduttrice in compagnie italiane che si esibiscono sia dal vivo che online e, dal 2020 al 2022, in due compagnie internazionali che si esibiscono online.
Dal 2018 progetto e facilito/co-facilito gruppi utilizzando il Playback Theatre e altri metodi espressivi (metodi di azione di origine moreniana, costellazioni familiari e aziendali, psicodramma) e creativi (forografia, collage, pittura, scrittura) e dal 2020 training di Playback Theatre. In particolare, ho lavorato su tematiche legate ai processi di cambiamento, alla diversità, all’esplorazione delle proprie radici e esperienze individuali, alla sostenibilità ambientale e all’uso del Playback Theatre oltre il linguaggio. Ho progettato e condotto laboratori al Mediterranean Gathering in Italia nel 2018 e alle ultime due conferenze IPTN, nel 2019 in India e nel 2023 in Sudafrica. Si sono concentrati sui sensi e sulle storie personali, sulle reazioni nell’incontro con gli altri e con la diversità, sull’esplorazione delle nostre radici e delle esperienze individuali.
Dal 2021 sono membro del Consiglio direttivo dell’IPTN (International Playback Theatre Network), dove, oltre alle attività di definizione degli obiettivi e di rafforzamento della rete, mi occupo dell’organizzazione dei programmi offerti dall’IPTN e dei compiti di comunicazione.
Attualmente sono impegnata nell’esplorazione del potenziale della PT come strumento di ricerca e come metodo di coinvolgimento dei cittadini in iniziative locali nell’ambito dell’autoproduzione e dell’autoconsumo di energia rinnovabile e del cambiamento dei comportamenti verso una maggiore sostenibilità e all’uso del Playback Theatre oltre il linguaggio (verbale e come lingua).
Lavoro come ricercatrice in ingegneria energetica. Nel mio lavoro quotidiano sono coinvolta in progetti volti a sviluppare sistemi e comunità energetiche sostenibili. Sono interessata a introdurre metodi espressivi e intuitivi a supporto del lavoro in team e come strumento di sensibilizzazione e coinvolgimento sulle tematiche energetiche e ambientali.
Amo la montagna, passeggiare nei boschi e fare escursioni. Le mie passioni sono la fotografia, attraverso la quale esprimo il rapporto tra il mondo interiore ed esteriore, e il Playback Theatre, per connettermi con le persone e le loro storie.
Sono profondamente interessata all’esplorazione dell’immaginazione e del movimento come strumenti espressivi durante la performance sul palco e per il miglioramento del benessere personale.

Contatti:
web: https://www.blance-art.com/
IG: https://www.instagram.com/blanceart/
FB: https://www.facebook.com/roberta.roberto.01
e-mail: [email protected]

Andrea Serafini
Diplomato nel 2008 come attore alla scuola internazionale di teatro – Circo a vapore di Roma e nel 2019 come operatore di teatro nel sociale presso lo Spazio Teatrale Allincontro di Prato.
Nel 2001 incontra André Casaca che lo introduce al mondo del clown. Ha frequentato seminari di Bianca Francioni, Alessandro Fantechi, Teatro Sunil, Pierluigi Grison, Sandra Cecchi, Alessio Targioni , Urana Marchesini, Loretta Morrone, Peter Weyel, Jorge Villalonga e Gerardo Mele.
Conduce laboratori e seminari sul clown nelle scuole di ogni ordine e grado, nei teatri e in altre strutture